Il mondo del gioco d’azzardo sta “facendo di tutto” per “compiacere il territorio e per convincere i “benpensanti” che il gioco, come divertimento, può e vuole diventare “compatibile” con il sociale. Si deve combattere contro anni di “demonizzazione” che hanno “installato” nelle menti sommarie convinzioni popolari per cui il “gioco è male” e sopratutto che del gioco -e dei suoi introiti- lo Stato non può farne a meno solo perchè lo stesso ha “banchettato” per anni con le sue ingenti risorse. E’ normale che con questi presupposti il “mondo gioco” faccia veramente fatica a farsi accettare, visto che neppure con l’argomento dell’ingente impiego di risorse umane si sono ottenute “accettazioni di sorta”.

Il cittadino “benpensante” dovrebbe tenere presente che il gioco lecito dal 2004-2010 ha vinto una storica battaglia contro il “gioco illegale” relegando l’irregolarità in un angolo grazie agli investimenti industriali realizzati per “conquistare” il territorio. Ora, purtroppo il “trend” si è invertito a causa di norme e regolamentazioni “a valanga” che sono stati creati per “mettere i bastoni tra le ruote” alle attività ludiche che si sono trovate solo a combattere contro Enti e Comuni vedendosi limitata la propria attività di impresa. Nonostante questo, l’industria reale del gioco lecito non si arrocca nelle sue posizioni ma vuole che il “cittadino benpensante” rifletta e capisca che con una nuova regolamentazione dell’intero settore il “gioco-divertimento” può entrare “di diritto” a far parte della vita di ognuno… senza arrecare danno.